13 Dicembre 2019

Pioggia di modifiche, primo sì alla manovra Salta la Tobin tax

Il Sole 24 Ore - Marco Mobili e Marco Rogari - Pag. 2

La commissione Bilancio del Senato ha approvato un consistente pacchetto di modifiche alla manovra. L’Aula di Palazzo Madama voterà la fiducia sul maxi-emendamento finale del Governo solo lunedì anche perché la Ragioneria dello Stato deve avere il tempo per verificare la sussistenza delle coperture alla lunga serie di emendamenti e sub-emendamenti che hanno avuto il via libera e che presenterebbero un conto di almeno 500 milioni. Stralciata la Tobin tax sul trading. Esclusi gli alberghi dal bonus facciate. Destinati 60milioni per la manutenzione ordinaria di Venezia e 50 milioni nel 2020 (più altri 100 nel 2021) per le aree di crisi complessa (vedi Taranto). Estesa in tutta Italia, anche nel biennio 2021-2022, la sperimentazione della ‘farmacia dei servizi’ dove si potranno effettuare vari test. Contratti di formazione per altri mille specializzandi in medicina e una platea più ampia di precari da stabilizzare nel settore della sanità. Sotto la lente del Mef i correttivi sui pensionamenti anticipati dei poligrafici, sui medici e alcune misure con ricaduta Inps. Preoccupazioni del Colle per i tempi.

13 Dicembre 2019

L’allarme delle imprese del Nord: con il Dl fisco attività a rischio

Il Sole 24 Ore - Nicoletta Picchio - Pag. 4

Agli imprenditori del Nord non piacciono le misure del Governo su fisco e giustizia. ‘Il decreto fiscale mette a rischio l’attività d’impresa e gli investimenti’ dicono i presidenti di Confindustria Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Un rischio che aumenta considerando anche il versante giustizia, con le norme già approvate sulla prescrizione. Le misure del decreto fiscale ‘rischiano di mettere fortemente a repentaglio l’esercizio dell’attività d’impresa, generano forte incertezza sotto il profilo giuridico e allontanano qualsiasi nuovo investimento nel Paese’. Nel mirino c’è l’introduzione dell’ipotesi di confisca allargata, applicabile anche nel caso di un controllo fiscale: secondo i presidenti delle 4 confederazioni porterebbe senza nemmeno una sentenza di primo grado al blocco dei conti correnti aziendali e quindi sine die dell’attività ordinaria delle imprese, dal pagamento degli stipendi ai fornitori.

13 Dicembre 2019

Investimenti, test di convenienza sul nuovo credito d’imposta

Il Sole 24 Ore - Luca De Stefani - Pag. 32

Il nuovo credito d’imposta del 6% per gli investimenti in beni strumentali nuovi penalizza fortemente artigiani e commercianti rispetto a super o iper ammortamento. Ciò, se consideriamo il carico contributivo come un costo e non come un accantonamento alla futura pensione. La variazione in diminuzione relativa ai maggiori ammortamenti fiscali, infatti, riducendo il ‘reddito d’impresa’, diminuisce anche la base imponibile previdenziale. Per i soggetti Ires o per quelli Irpef con aliquota media più addizionali del 24% il vantaggio fiscale del solo super-ammortamento è del 7,2% del costo dell’investimento. Per i beni ‘Industria 4.0’ che beneficiano dell’aumento del costo fiscale del 170%, invece, il vantaggio fiscale è pari al 40,80% del costo dell’investimento.

13 Dicembre 2019

Lavori condominiali sopra 200mila euro, lo sconto in fattura è ancora operativo

Il Sole 24 Ore - Giuseppe Latour - Pag. 33

Martedì scorso la commissione Bilancio del Senato ha deciso di cancellare lo sconto in fattura. Il meccanismo, tuttavia, sopravvive per i grandi lavori condominiali che comportano spese superiori a 200mila euro. Dal prossimo 1°gennaio non sarà più in vigore la disposizione che consentiva per gli interventi di efficienza energetica e di messa in sicurezza sismica di optare, in luogo dell’utilizzo diretto del bonus, per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto in fattura, anticipato dal fornitore che ha effettuato i lavori. La soluzione di compromesso del Parlamento salva lo sconto in fattura per gli interventi ‘di ristrutturazione importante di primo livello’ nelle parti comuni degli edifici condominiali. Il meccanismo resta quello noto: il fornitore anticipa l’importo che serve allo sconto e poi lo recupera in cinque anni, sotto forma di credito di imposta da portare in compensazione.

13 Dicembre 2019

Non punibile chi regolarizza le fatture false prima dell’ispezione

Il Sole 24 Ore - Antonio Iorio - Pag. 34

Non è punibile il contribuente che regolarizza le fatture false ricevute prima di aver avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualsiasi attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali. E’ questa una delle novità più interessanti introdotte dalle modifiche al decreto fiscale in tema di reati tributari. Significa che la causa di non punibilità già prevista per i reati di dichiarazione infedele e omessa presentazione viene ora estesa anche ai delitti di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e mediante altri artifici. Per far scattare la causa di non punibilità è però necessario che i debiti fiscali, le sanzioni e gli interessi siano stati estinti con l’integrale pagamento del quantum dovuto, a seguito del ravvedimento operoso, sempreché la regolarizzazione intervenga prima che l’autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio dell’attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali.

13 Dicembre 2019

Ace, ok ai versamenti a fondo perduto per coprire prestiti

Il Sole 24 Ore - Enrico Holzmiller - Pag. 34

Con la sentenza n. 5116/2019 la Ctp di Milano ha affermato che il beneficio Ace non può essere contestato laddove la liquidità derivante da versamenti a fondo perduto venga utilizzata per il rimborso di finanziamenti pregressi. La sentenza costituisce una delle prime pronunce che affronta il tema dell’Ace e l’applicazione, in concreto, delle relative disposizioni antielusive. La vicenda trae origine da flussi di denaro piuttosto complessi. Siano davanti ad un gruppo societario che è caratterizzato da una struttura verticale a più livelli. Secondo la Commissione ‘la patrimonializzazione non necessariamente si traduce in maggior disponibilità monetaria. Di conseguenza, non possono dirsi indebiti i vantaggi fiscali conseguiti dai contribuenti che, rispondendo alla finalità propria della disciplina Ace, diano corso ad operazioni dirette a realizzare un effettivo incremento patrimoniale. Addirittura, non potrebbero essere considerati indebiti i vantaggi fiscali conseguiti dai contribuenti che abbiano effettivamente incrementato il proprio patrimonio al solo fine di beneficiare dell’agevolazione Ace’.

13 Dicembre 2019

Voucher monouso a perimetro ridotto Prevalenza alla tassazione al riscatto

Il Sole 24 Ore - Anna Abagnale e Benedetto Santacroce - Pag. 38

A un anno dall’entrata in vigore del Dlgs 141/2018 arrivano i primi casi pratici sottoposti al vaglio dell’Amministrazione finanziaria. Ieri, con la risposta n. 519, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sugli aspetti fiscali del voucher alla luce del nuovo quadro normativo che ha adeguato le norme interne alle regole della direttiva Ue 2016/1065. Il buono è monouso se al momento della sua emissione è nota la disciplina applicabile ai fini Iva alla cessione dei beni o alla prestazione di servizi a cui esso dà diritto. In sostanza devono essere noti tutti gli elementi richiesti ai fini della documentazione dell’operazione, quali natura, qualità e quantità dei beni/servizi, territorialità ed aliquota Iva. Per i voucher monouso, come le smart box, il momento di effettuazione precede l’utilizzo: essi sono suscettibili di essere tassati al momento dell’emissione e in ogni successivo trasferimento. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Iva diversa per i buoni’ – pag. 30)

13 Dicembre 2019

Forfettari, niente ritenute sui diritti d’autore

Il Sole 24 Ore - Alessandra Caputo - Pag. 38

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello 517/2019 di ieri, ha precisato che i compensi derivanti da diritto d’autore, se correlati all’attività di lavoro autonomo, sono rilevanti per la soglia di accesso dei 65mila euro e sono assoggettati all’imposta sostitutiva del regime forfettario, ferma restando la determinazione dell’ammontare imponibile con le regole dall’articolo 54, comma 8, del Tuir. A presentare l’istanza una società che chiedeva se, in qualità di sostituto d’imposta, dovesse effettuare le ritenute d’acconto sui compensi per diritto d’autore corrisposti a professionisti in regime forfettario. I proventi conseguiti a titolo di diritto d’autore, correlati all’attività svolta, devono essere ridotti del 25 o del 40% e poi sommati agli altri compensi percepiti dal professionista soggetti ai coefficienti di redditività (allegato 4) legge 190/2014) e differenziati in base all’attività esercitata. Sull’ammontare complessivo va poi applicata l’imposta sostitutiva del regime forfettario.

13 Dicembre 2019

Ricerca e sviluppo, incremento di equity fuori dal calcolo

Il Sole 24 Ore - Emanuele Reich e Franco Vernassa - Pag. 38

Ieri l’Agenzia delle Entrate ha dedicato due risposte all’individuazione dei costi agevolabili per il credito d’imposta ricerca e sviluppo. Seppur negative le stesse presentano risvolti di interesse ai fini Iva e in tema di ammissibilità di un progetto Ict. Con la risposta all’interpello 516/2019 le Entrate evidenziano che non costituisce un costo agevolabile la remunerazione di un amministratore e di collaboratori esterni/soci che avvenga attraverso l’assegnazione di quote di capitale sociale, secondo il cosiddetto work for equity previsto per le start up innovative. Con la risposta all’interpello 520/2019 l’Agenzia sottolinea, invece, che il costo relativo ai rimborsi spese viaggio non è agevolabile se non risulta collegato/strumentale all’attività di ricerca e sviluppo, fermo restando il rispetto dei criteri di competenza fiscale e di congruità.

13 Dicembre 2019

Controlli anonimi con paletti

Italia Oggi - Cristina Bartelli - Pag. 27

La manovra 2020 all’articolo 86 riscrive l’analisi di rischio. Per avviarla l’Agenzia delle Entrate dovrà superare un doppio esame da parte del Garante della privacy. Per le attività di analisi del rischio, dunque, con riferimento all’utilizzo dei dati contenuti nell’archivio dei rapporti finanziari, l’Agenzia delle Entrate li potrà ‘oscurare’. Per farlo dovrà avvalersi di tecnologie, elaborazioni e interconnessioni con le altre banche dati di cui dispone per individuare i criteri di rischio utili per far emergere le posizioni da sottoporre a controllo, incentivando così l’adempimento spontaneo. Il trattamento dei dati sarà limitato a quelli contenuti nell’archivio dei rapporti finanziari. Un decreto del Mef definirà le specifiche limitazioni e le modalità di esercizio dei diritti così da assicurare un non pregiudizio effettivo e concreto all’obiettivo dell’interesse pubblico e si dovranno specificare le misure adeguate a tutela dei diritti e delle libertà degli interessati.

13 Dicembre 2019

Elusività, non basta una parola

Italia Oggi - Giovanni Musso - Pag. 29

Spetta al giudice di merito valutare se l’operazione risulta elusiva e se il medesimo risultato si sarebbe potuto conseguire diversamente. E’ quanto si ricava dalla sentenza n. 31772/2019 della Corte di cassazione in tema di abuso del diritto che fornisce, pur rispettando i principi costituzionali di libertà d’impresa e di iniziativa economica, alcune indicazioni per verificare la ragionevolezza della forma con la quale l’operazione è stata posta in essere dal contribuente, tenendo conto di possibili modalità alternative di realizzazione della medesima operazione economica, secondo logiche economiche e di mercato.

13 Dicembre 2019

Dichiarazione da conservare

Italia Oggi - Giulia Provino - Pag. 30

Il contribuente ha l’obbligo di conservare la dichiarazione fiscale. In formato cartaceo o digitale. L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 518/2019 ha fornito chiarimenti sugli obblighi di conservazione delle dichiarazioni fiscali ed i relativi requisiti da rispettare. Ricevuta la dichiarazione, qualora il contribuente intenda stamparla firmarla e conservarla anche in modalità elettronica, deve esibirla esclusivamente su supporto analogico con sottoscrizione autografa. In alternativa alla conservazione cartacea, è possibile tenere memoria delle dichiarazioni presentate su supporti informatici. Al contribuente è fatto obbligo di riprodurre la dichiarazione su modello cartaceo qualora l’Amministrazione finanziaria, in sede di controllo, ne faccia richiesta. Qualora, invece, il contribuente intende conservare la dichiarazione esclusivamente in formato digitale, trattandosi di documento fiscalmente rilevante, deve essere garantito dalla firma digitale o da un altro tipo di firma elettronica qualificata.

13 Dicembre 2019

Forfetari, bilanci finali

Italia Oggi - Giuliano Mandolesi - Pag. 31

Forfetari. Restano meno di 20 giorni per i calcoli di fine anno. Tra test di convenienza e verifica di vecchi e nuovi parametri per l’accesso e la permanenza nel regime agevolato a forfait, i contribuenti hanno poco più di due settimane per la scelta del regime da adottare nel 2020. Per capire se c’è convenienza fiscale ad applicare il regime forfettario bisogna non solo considerare l’aliquota d’imposta ma anche come viene determinato l’imponibile fiscale. Il forfettario, infatti, non consente la deduzione analitica dei costi ed il reddito imponibile viene appunto forfettariamente determinato applicando ai ricavi/compensi realizzati nell’anno coefficienti di redditività che di fatto hanno l’effetto di abbattere l’imponibile fiscale stesso. E’ chiaro che in caso di micro aziende o di professionisti con bassi margini (o in perdita) il regime a forfait perde appeal perché determina sempre un imponibile positivo con imposte relative da versare.

13 Dicembre 2019

Sul cliente l’onere della prova

Italia Oggi - Dario Ferrara - Pag. 31

Ricade sul cliente l’onere della prova. A lui spetta di provare l’omessa registrazione dei ricavi. Il commercialista non è tenuto al risarcimento in quanto deve svolgere la prestazione entro il mandato ricevuto e senza l’onere di reperire informazioni ulteriori a quelle fornite dall’assistito, tenuto a dimostrare la consegna dei documenti. E’ quanto emerge dall’ordinanza n. 32495/2019 pubblicata ieri dalla Corte di cassazione. Devono così rassegnarsi i legali rappresentanti della società che gestisce l’autosalone: non sarà la loro (ex) commercialista a pagare gli oltre 474mila euro portati dalle cartelle esattoriali notificate alla sas.

Le rassegne e il calendario fiscale sono un prodotto Metaping - Servizi per Commercialisti, Avvocati e Ordini Professionali